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Centri di Ricerca

Centro Interdipartimentale di studi su Descartes e il Seicento  
Il Centro Interdipartimentale di studi su Descartes e il Seicento (CDS), promosso dai Dipartimenti di Filosofia e Matematica dell'Università del Salento (ex Università di Lecce), nasce il 2 marzo 1998 all'interno della Convenzione stipulata dal Rettore pro tempore dell'Università del Salento, Prof. Luigi Rizzo, e dal Président pro tempore di Paris-Sorbonne, Jean-Pier Poussou.

Nel CDS affiancano i componenti stranieri 9 membri strutturati dell'Università del Salento, così suddivisi: 3 Professori Ordinari, 1 Professore Associato, 4 Ricercatori e 1 Assegnista di Ricerca.

Alle attività del CDS partecipano a vario titolo 8 dottorandi del Dottorato in Forme e Storia dei Saperi Filosofici (XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX ciclo)

Il CDS ha attivato:

(I) 5 Collane: Saggi e testi (1996); Descartes e il Seicento (2002); Cartesio e le sue Opere (1987); Aurifodina Philosophica (1994); Tesi di dottorato, on line (2003) che hanno al loro attivo 50 volumi pubblicati;

(II) 2 riviste: il CDS cura (a partire dal numero XXV) la pubblicazione della rivista Archives de philosophie/Bullettin cartésien (1997): 16 nn. scaricabili dal sito web del CDS (www.cartesius.net); Alvearium (2008) rivista on-line, classificata tra le riviste scientifiche: 6 nn. (www.cartesius.net)

(III) una collana di "quaderni" di Alvearium (2014) che ha in stampa, per questo2014, due voll.: Atti della giornata di studi su Etienne Gilson (Paris-Sorbonne); Atti della giornata di studi sugli "Ecrits de Jeunesse" di Descartes (Paris-Sorbonne)

(IV) Il sito www.cartesius.net

Il CDS ha pubblicato, fuori collana, 4 voll. presso l'editore Bompiani (2005, 2009) e un vol. presso l'editore Olms (2009)

Il CDS ha in stampa, per il 2014, le seguenti pubblicazioni: on-line (www.cartesius.net): Descartes on-line (completamento dell-ed nel 2015) e Bibliographia Cartesiana 1996-2013; cartaceo, presso l'editore Vrin, 3 voll.: Index scolastico-cartésien.

Il CDS ha realizzato in collaborazione con Paris-Sorbonne (1999): 29 giornate di studio (due per anno) e 2 Congressi (1994, 2014) internazionali. 1 congresso internazionale è programmato nel novembre 2014.

Il CDS ha oggi al suo attivo le seguenti convenzioni: EPHE e l'ENS (rue d'Ulm, Parigi), UCLA Los Angeles, Paris-Sorbonne.

Totale delle pubblicazioni realizzate: 72

Totale delle pubblicazioni programmate per il 2014: 7


Responsabile scientifico: Prof.ssa Giulia Belgioioso

 

Centro di Ricerche sulla Tradizione Aristotelica nel XV e XVI Secolo 
Il Centro partecipa ad una rete coordinata dal Centro Interuniversitario per la storia della tradizione aristotelica dell'Università di Padova (direttore F. Biasutti, Vicedirettore C. Rossito) e sviluppa ricerche sulla tradizione aristotelica nel XV e XVI secolo, in particolare su tre assi di ricerca: La filosofia dei pensatori aristotelici attivi nello Studio di Padova nei secoli XV e XVI, la tradizione platonica nel XV e XVI secolo e il pensiero e la fortuna di Giulio Cesare Vanini. Il Centro pubblica una collana nella quale a partire dal 2008 sono stati editi gli atti di due Convegni internazionali su Aristotele e l'aristotelismo (Padova 2006, Lecce 2008); e commentari e studi monografici per un complesso di 5 volumi.
Responsabile: Prof. Ennio De Bellis

 

Centro Interuniversitario per la Storia della Tradizione Aristotelica
Il Centro Interuniversitario per la Storia della Tradizione Aristotelica è sorto nel 1997 grazie ad una convenzione tra l’Università degli Studi di Padova e l’Università della Calabria, estendendo allo studio dell’intera tradizione aristotelica la finalità che aveva caratterizzato il precedente Centro per la Storia della Tradizione Aristotelica nel Veneto, fondato da Carlo Diano come Centro di ricerca dell’Università di Padova nel 1957, il quale vantava al proprio attivo la pubblicazione di oltre quaranta volumi presso le case editrici Sansoni di Firenze e Antenore di Padova.
Direttore: Prof. Franco Biasutti, Università degli Studi di Padova


Centro Interuniversitario di Bioetica e Diritti Umani
È un Centro internazionale collegato con vari Centri italiani ed europei; da sempre si è interessato alle problematiche della bioetica, dei diritti degli individui e dei diritti dei popoli, sforzandosi di affrontare, di volta in volta, le nuove tematiche proposte nell'universo di ricerca nazionale e internazionale e ponendosi come promotore di nuove iniziative scientifiche.
Responsabile scientifico: Prof. Hervé A. Cavallera

 

Centro interdipartimentale di ricerca su Arthur Schopenhauer e la sua scuola
Il Centro si propone come struttura in grado di raccordare, in seno all’Università del Salento, a livello interdipartimentale, esperienze di ricerca concernenti le fonti, i rapporti, le interpretazioni e la Wirkungsgeschichte del pensiero schopenhaueriano, prestando particolarmente attenzione alla storia della “scuola schopenhaueriana” e alla ricezione del pensiero di Schopenhauer in relazione non solo alla cultura filosofica, ma anche letteraria, artistica e scientifica dei secc. XIX e XX.
Il Centro intrattiene rapporti di collaborazione con numerosi centri europei ed extraeuropei, in special modo con i centri internazionali di studi sul pensiero di Schopenhauer con sede in Germania, quali la Schopenhauer-Gesellschaft di Frankfurt a.M., lo Schopenhauer-Archiv di Frankfurt a. M., la Schopenhauer-Forschungsstelle di Mainz, la Mainländer-Gesellschaft di Offenbach a.M., nonché con le sezioni giapponese e brasiliane  della Schopenhauer-Gesellschaft.
Responsabile: Prof. Domenico Fazio

 

Cril, Centro di Ricerca Interdisciplinare sul linguaggio

Il CRIL nasce da un'idea di Mirko Grimaldi - coadiuvato sin dalle prime fasi progettuali da Barbara Gili Fivela - grazie a un finanziamento della Comunità Europea – PON 2000 - 2006, Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione – riservato alle regioni dell'obiettivo 1 (Decreto Direttoriale del Ministero dell'Università e della Ricerca, MIUR, n. 1312 del 9.07.2003).

Il CRIL - incardinato nel Dipartimento di Studi umanistici dell'Università del Salento - si caratterizza per la compresenza di strumentazione diversificata e altamente sofisticata, raramente disponibile in un unico laboratorio.

Responsabile: Prof. Mirko Grimaldi

 

Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Utopia 

Il Centro è nato nel 1982 come Gruppo di ricerca sull’utopia, nell’ambito del Dipartimento di filosofia; nel 1991 è stato riconosciuto come Centro interdipartimentale.

Suo fondamentale carattere è la comunità di ricerca. Come tale aveva operato già negli anni 70, mentre nell’82 precisò meglio il suo obiettivo concentrandovi tutte le sue forze. Per comunità di ricerca intendiamo un sodalizio di studiosi (circa una decina, con ingressi e uscite nel tempo) che lavorano insieme attraverso incontri settimanali  in cui la ricerca di ognuno viene discussa da tutti in ogni sua fase. I membri si alternano via via come relatori. La ricerca dei singoli viene così verificata e arricchita, v’è un continuo scambio d’idee, v’è un arricchimento di tutti. 

E' così che il gruppo ha potuto essere creativo e fecondo. Ha ripensato radicalmente l'utopia scoprendo, al di sotto del fatto filosofico e letterario, cui è andato finora l'interesse dei più, uno stato più profondo, quello dei movimenti popolari (due filoni, precisamente: i movimenti religiosi di salvezza, messianismo ebraico, annunzio evangelico, millenarismo, eresia e medievale e moderna; i moderni movimenti rivoluzionari, le rivoluzioni moderne), in cui l'utopia ha avuto finora i suoi portatori storici e si è precisata come il "progetto della società di giustizia", più oltre della società fraterna, che muove l'intera storia umana. Progetto e processo e, dalla Rivoluzione inglese in poi, costruzione in atto. Sì che la società di giustizia si sta costruendo da tre secoli, pur tra grosse difficoltà arresti e riflussi; ma impostando fondamentali strutture. Tre finora: il modello democratico, l'unica forma di Stato giuridico: il modello di Stato sociale e dei servizi e del benessere; il modello cosmopolitico in cui tutti gli Stati raggiungono l'autonomia e si riuniscono in una comunità planetaria. Questo processo è in corso: processo difficile, che richiede tempo e impegno. Che però aiuta l'umanità a dissipare il persistente pessimismo storico che la pervade, e fondare la speranza, quindi l'impegno di noi tutti.

Questo radicale ripensamento ha trovato la sua più compiuta espressione nel volume di A. Colombo, L'Utopia. Rifondazione di un'idea e di una storia, Bari, Dedalo, 1997; ma corre in tutti i nostri lavori; che sempre puntano all'utopia storica concreta, di fronte all'utopia letteraria; al progetto dell'umanità rispetto ai progetti degli autori. Lavori che hanno mirato, oltre che a rivalutare maestri di grande forza progettuale, come Winstanley e Fourier, o la ricommpernsione di Platone e Thomas More; alla rivalutazione della Rivoluzione inglese del Lungo parlamento, alla comprensione del crollo del comunismo sovietico come fine non dell'utopia ma di una distopia, società perversa, e possibile ripresa dell'utopia; a rivalutare strutture del progetto universalmente deprezzate come la democrazia diretta o il vincolo etico.

Il carattere di comunità di ricerca distingue questo Centro dagli altri, che sono spesso forme organizative sensa un serio movimento di pensiero. Questo carattere ha dato al Centro di Lecce una precisa identità e ha suscitato l'attenzione degli altri gruppi e centri anche a livello internazionale.

Responsabile: Prof. Giuseppe Schiavone

 

Osservatorio permanente Europeo della lettura    
L' Osservatorio permanente europeo sulla lettura, promosso dal Dipartimento di Letterature moderne e scienze dei linguaggi dell'Università di Siena e dal Dipartimento di Filologia, linguistica e letteratura dell'Università del Salento. Il Centro collega una rete di ricercatori che studiano diversi aspetti del mercato editoriale, dei contenuti digitali, del consumo culturale, dell'uso dei testi e della loro leggibilità, della circolazione delle idee possibile con l'uso dei media in Italia e in Europa.

Responsabile: Prof. Carlo Alberto Augieri

 

Centro Interuniversitario di ricerca sul simbolo "Sandro Briosi"     
Il Centro Interuniversitario di Studi nasce per evoluzione dal precedente, "Simbolo, Conoscenza e Società", costituito presso l'Università degli Studi di Siena nel marzo 1995, e formatosi, su iniziativa di Sandro Briosi, ordinario di Letteratura Italiana all'Università di Siena, in seguito al dialogo tra vari studiosiIL Centro Interuniversitario di Studi nasce per evoluzione critica dal precedente, “Simbolo, Conoscenza e Società” , costituito presso l’Università degli Studi di Siena nel marzo del 1995, e formatosi, su iniziativa di Sandro Briosi, ordinario di Letteratura italiana all’Università di Siena, in seguito al dialogo tra vari studiosi, tra i quali C. Tullio Altan, G. Dorfes, C.G.Dubois, R. Ceserani, G. Bàrberi Squarotti, A. Prete, E. Kanduth, G. Savoca, G.P. Caprettini, O.Calabrese, M. Reda, B. Van Heusden, C. Baliňas,  M. Agìs Villaverde, incontratisi a Lecce e a Siena in occasione di due Convegni Internazionali sul Simbolo (Simbolo metafora e senso nella cultura contemporanea, Univ. di Lecce, 27-29 ottobre 1994, e  Il simbolo oggi. Teorie e pratiche, Univ. di Siena, 24-26 novembre 1994), organizzati rispettivamente da Carlo A. Augieri e Sandro Briosi.

Responsabile: Prof. Carlo Alberto Augieri

 

Centro di Studi Papirologici 

Il Centro di Studi Papirologici, fondato dal Prof. Mario Capasso nel 1992 e da lui diretto dalla fondazione, è un’Istituzione che promuove la Ricerca sulla collezione dei papiri greci, demotici, copti, ieratici e geroglifici dell’Università del Salento e conservati presso il Museo Papirologico. Il Centro promuove anche la Ricerca su modi e forme della produzione e della circolazione del libro nell’area mediterranea dal IV secolo a.C. al IV secolo d.C.; sulla Storia della scrittura greca e latina e sulla Storia della letteratura greca e latina attraverso i papiri. Il Centro organizza, attraverso la sua Missione Archeologica, Campagne annuali di Scavo in Egitto. In particolare la Missione del Centro scava dal 2001 nel sito di epoca greca e romana di Soknopaiou Nesos (Oasi del Fayyum). 

Il Centro pubblica 4 riviste Scientifiche. Il Direttore M. Capasso è coadiuvato dalla Prof. Paola Davoli e dalla Dr. Natascia Pellé.

Responsabile: Prof. Mario Capasso 

 

Museo Papirologico

Il Museo Papirologico dell’Università del Salento è nato principalmente per dare adeguata sistemazione alla collezione dei papiri greci, geroglifici, demotici, ieratici e copti e degli altri materiali contenenti testi geroglifici, greci e latini posseduti dal Centro di Studi Papirologici dell’Ateneo Salentino. Tutti i papiri della Collezione leccese sono stati restaurati, messi sotto vetro e catalogati. Di tutti i reperti custoditi o esposti sono disponibili immagini digitali; di alcuni oggetti sono stati realizzati anche modelli tridimensionali. Il Museo, unico in Italia e in Europa (se si eccettua il Papyrusmuseum della Biblioteca Nazionale di Vienna), è allogato al piano terra dell’edificio antico del Complesso “Studium 2000” di via Di Valesio, a Lecce, ed è diretto dal Prof. Mario Capasso. La struttura si articola complessivamente in tre sale. Un piccolo vestibolo introduce i visitatori alla collezione mediante tre oggetti di forte valore simbolico ed evocativo: un modello della celebre Stele di Rosetta (il cui originale è conservato, com’è noto, nel British Museum di Londra), nota per aver consentito allo Champollion, nel 1822, di decifrare la scrittura geroglifica; un pannello dedicato allaCharta Borgiana, il celebre papiro la cui edizione segnò ufficialmente, nel 1788, la nascita della Papirologia; un calco della famosa statuetta di scriba in calcare della V Dinastia (2494-2345 a.C.) proveniente da Saqqara e conservata presso il Museo Egizio del Cairo. La Prima Sala è dedicata all’esposizione di alcuni dei papiri della Collezione e all’illustrazione di aspetti, problemi, tematiche e momenti della storia della papirologia attraverso 12 pannelli esplicativi di facile lettura e con ricco apparato iconografico. I materiali sono esposti in cinque vetrine, all’interno delle quali i diversi reperti sono organizzati tematicamente: accanto ai papiri e agli altri oggetti scritti, in esse sono custodite riproduzioni moderne di strumenti variamente connessi con il mondo della scrittura e del libro antichi. Nella vetrina nr. 1 sono esposte ricostruzioni moderne di una serie di materiali ed oggetti variamente connessi con le pratiche di scrittura e di lettura nell’antichità, ad es. pigmenti di origine minerale e vegetale utilizzati per la produzione di inchiostri colorati (pestati fino ad ottenere polveri finissime e miscelate poi con leganti), alcuni tipi di calami, la riproduzione di un’antica capsa che serviva per conservare i rotoli papiracei, alcuni umbilici, un codex ligneo, un rotolo di papiro carbonizzato, diversi fascicoli di pergamena ricavata da pelli di animali diversi, ecc. La vetrina nr. 2 contiene oggetti antichi su cui sono delineati dei testi o delle decorazioni di varia provenienza, datati ad un lasso di tempo compreso tra il XIV sec. a.C. ed il V sec. d.C. Si tratta di materiali eterogenei, tra i quali un pettorale di mummia di epoca tolemaica; un ostrakon in calcare con alcune linee di scrittura ieratica appartenenti all’opera letteraria La Satira dei mestieri (XIX-XX Dinastia, 1307-1070 a.C. circa); due frammenti di lino colorato provenienti da cartonnage (involucro in cartongesso utilizzato per avvolgere le mummie) con un breve testo geroglifico relativo alla protezione dei defunti da parte delle divinità egizie Iside e Osiride; una bellissima tavoletta scrittoria lignea, probabilmente appartenuta ad uno scolaro (come si può dedurre dalla scrittura incerta), risalente al IV-V sec. d.C. e recante scrittura copta sia sul recto (testo biblico) che sul verso (elenco di nomi sacri). Le vetrine nrr. 3 e 4 sono dedicate esclusivamente ai testi greci, demotici, copti, ieratici della Collezione PUL, che comprende oltre 350 papiri (PUL = Papyri Universitatis Lupiensis), in gran parte documentari (di carattere quindi privato o pubblico), tutti conservati, in armadi ignifughi, in una stanza blindata ed opportunamente climatizzata posta a destra della sala espositiva. Si tratta di materiali per lo più frammentari, ma spesso caratterizzati da un discreto quoziente di testo e di leggibilità; essi provengono tutti da collezioni private europee e sono stati acquistati dal Centro di Studi Papirologici in diversi lotti, tra il 1990 e il 2009. Particolarmente interessanti i frammenti la cui forma riproduce le parti del corpo della mummia che essi ricoprivano nel sarcofago antropoide per la cui fabbricazione erano stati utilizzati. I testi demotici, di epoca tardo-tolemaica, conservano testi più estesi e in migliori condizioni rispetto a quelli greci, per la maggior parte conti. Da segnalare, tra gli altri, due papiri ieratici verosimilmente appartenenti ad un medesimo Libro dei morti di epoca egiziana tarda (712-332 a.C.), e quattro papiri copti contenenti rispettivamente una ricevuta, due lettere private e la parte finale di un accordo legale (VI-VIII sec. d.C.). Nella vetrina nr. 3 sono esposti 17 papiri greci, tutti di epoca tolemaica e provenienti da cartonnage. Si tratta di documenti riguardanti la vita quotidiana di piccole comunità egizie: conti, mutui, liste di beni materiali, lettere, compravendite ecc. La vetrina nr. 4 presenta 4 papiri copti (tutti documenti risalenti al VI-VIII sec. d.C.) 4 papiri ieratici (VIII sec. a.C.-III sec. d.C., di cui due appartengono verosimilmente ad un medesimo Libro dei morti di epoca egiziana tarda: 712-332 a.C.), 1 papiro demotico (epoca tolemaica) e 3 papiri greci (III sec. a.C.-V sec. d.C.). Infine, nella vetrina nr. 5, “Papiri e mondo funerario”, sono esposti, oltre ad alcuni papiri provenienti da cartonnage di mummia umana di III-II sec. a.C., due papiri geroglifici contenenti frammenti del Libro dei morti e risalenti al Nuovo Regno (1400-1200 a.C.). Dal maggio 2011 la sala espositiva del Museo ospita anche una piccola sezione dedicata alla papirologia ercolanese, la disciplina che ha come scopo la decifrazione e l’interpretazione dei testi greci e latini rinvenuti, alla metà del Settecento, in una sontuosa domus della cittadina campana, la così detta ‘Villa dei Papiri’. Essa è costituita da una splendida riproduzione moderna della celebre macchina per lo svolgimento dei papiri ercolanesi – elaborata alla metà del XVIII sec. dal Padre Scolopio Antonio Piaggio e utilizzata fino ai primi del Novecento –, opera dell’artista salentino Giuseppe Manisco, e da un ritratto dello stesso Piaggio (olio su tela), eseguito sulla base di un raro originale settecentesco dall’archeologa e disegnatrice leccese Clementina Caputo. Alle pareti della sala sono esposte anche tre pergamene, ancora inedite, delle quali una risale al XV secolo e due al XVI secolo (una di queste è un atto di vendita di un oliveto, redatto in territorio pugliese e datato al 1536). La Seconda Sala del Museo ospita la Biblioteca di Egittologia e di Papirologia “Luca Trombi” (dal nome dello sponsor della Missione Archeologica del Centro di Studi Papirologici in Egitto, che ha voluto donare al Centro centinaia di volumi): si tratta di una biblioteca specialistica che possiede oltre 1600 volumi di argomento egittologico e papirologico, il cui catalogo è ora disponibile on-line. All’interno della Biblioteca, che è destinata ad una crescita costante e ad un aggiornamento continuo grazie anche agli scambi librari promossi dal Centro, è in fase di allestimento una sezione dedicata ad audiovisivi e a materiale didattico su supporto magnetico. Nella stessa sala è possibile ammirare, nella vetrina intitolata “Archeologia e papiri”, una collezione di vasellame antico proveniente dal Mediterraneo orientale, donata al Museo Papirologico da un privato nel 2008. I materiali esposti, di cui non sono noti i luoghi di rinvenimento, risalgono nel complesso ad un periodo compreso tra il VII sec. a.C. e il III sec. d.C. e sono stati verosimilmente prodotti in Attica, sulla costa siro-palestinese e nell’area del Delta in Egitto. La collezione è costituita da 15 pezzi di vasellame in ceramica comune cui si aggiungono due vasetti in alabastro, una lucerna e una statuetta in terracotta raffigurante il dio egizio Arpocrate, ovvero il dio Horus bambino, una divinità molto popolare in epoca greco-romana in ambito domestico e considerata protettrice dell’infanzia. La maggior parte dei recipienti di questa collezione è attribuibile sia all’ambito quotidiano (ceramica da mensa) sia a quello funerario (vasetti destinati a contenere unguenti). Nella medesima vetrina sono esposti anche alcuni oggetti moderni rinvenuti nella discarica della Missione Archeologica della University of Michigan, che scavò a Soknopaiou Nesos tra il 1931 e il 1932, nonché una scatola di latta contenente numerosi frammenti di papiri provenienti dall’Egitto. Nell’altra vetrina della sala, “Aspetti della storia della scrittura”, sono esposti infine alcuni oggetti variamente connessi con il mondo della lettura e della scrittura in epoca moderna. 

Responsabile: Prof. Mario Capasso 

 

Centro per l'edizione di testi filosofici medioevali e rinascimentali (CETEFIL)

Descrizione: dal 2000 il CETEFIL coordina e promuove l’attività editoriale di pubblicazione di testi medievali e rinascimentali inediti e rari, sia in latino che in volgare. Ospita diversi programmi di ricerca:

1. PRIN (1999, 2002, 2004, 2007, 2009, 2012 attualmente in corso);

2. FIRB (uno nel 2009, due nel 2012 in corso);

3. Marie Curie ITN (2007)

4. un progetto Rita Levi Montalcini

5. un progetto Messaggeri della conoscenza

Il Centro, inoltre, è partner dal 2013 di un Dottorato internazionale trilaterale in Forme e storia dei saperi filosofici con l’université-Paris Sorbonne e con il Thomas Institut di Colonia. Dal 2006 ha sviluppato progetti di dottorato in cotutela con il Thomas Institut di Colonia, l’Universidad de San Martìn di Buenos Aires e la Ludwig-Maximilian Universität di Monaco di Baviera. Ha organizzato le attività della “Editorenschule” (Scuola di edizioni) in cooperazione con l’Albertus Magnus Institut di Bonn e il Mittellateinisches Institut dell’Università di Monaco di Baviera ed è partner della EGSAMP (European Graduate School for Ancient and Medieval Philosophy). Sotto il patrocinio del Centro sono stati pubblicati sino ad oggi circa 56 volumi, 41 dei quali contenenti testi filosofici latini medievali quasi completamente inediti. Attualmente sono state avviate le edizioni critiche del Dux Neutrorum di Mosè Maimonide (versione latina), del Sapientiale di Tommaso di York, del De arte et scientia geomantiae di Guglielmo di Moerbeke e dell’anonimo trattato  Il Centro ha patrocinato anche una serie di studi specifici sulle fonti di Meister Eckhart e la ricezione del suo pensiero. Parte integrante dell’attività del centro è inoltre l’organizzazione di seminari e laboratori sulla filosofia medievale e le sue pratiche (Scuola di paleografia ed edizione di testi)

Responsabile: Prof.ssa Alessandra Beccarisi

 

 

Centro Dipartimentale di Studi sulle Miniranze Linguistiche di Puglia (CE.S.MI.L.)

Scopo del Centro è la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale, nonché il coordinamento e la promozione di attività di ricerca a carattere interdisciplinare, delle minoranze linguistiche storiche della Regione Pugliaa. A tal fine il Centro opera come organismo culturale e di indagine in grado di offrire strumenti di riflessione, rafforzamento e diffusione caratterizzati da rigore scientifico e da pluralità di orientamenti